Presentazione del Convegno delle Università Francescane
nel mondo
Roma - Isola di Formica (TP) - Milano

L'Ordine francescano nasce come movimento disorganizzato e spregiudicato attorno ad un uomo vanitoso, borghese e fragile che irrompe nel mondo come una meteora impazzita.
Siamo agli albori del 1200, un secolo ubriaco di libertà comunali, lucente di armi e commerci, contrapposizioni e sogni, castelli, poteri e visionari.

Francesco, con un salto acrobatico nella storia, cade nella stalla di Betlemme sulla "Carne del Bambino Gesù".

Abbagliato da quel "Mistero d'Amore" non capirà più nulla, ovvero capirà solo quella Carne, quel Pargolo, quel trafiggente amore che accompagneranno i suoi giorni con Gesù sulla croce.
Quella Luce gli chiama appresso molti compagni.

Nudi li vuole Francesco. Fuoco nella storia degli uomini e della terra.
Non sandali, non vesti, non cose, non carte, non regole.
Eppure in quella mandria di balordi nasce chi vuole dare forma, parola, forza a quel miracolo che Francesco sta vivendo.


A dispetto della paura che Francesco ha delle vanità, degli studi, delle città, i suoi occupano con autorevolezza e novità le cattedre del grande impero cristiano e creano, in una sarabanda gaudiosa, penetrante, sublime, una teologia nuova, una filosofia, una sociologia, un progetto nuovo.

Sono i fiori dell'animo francescano che si esprime nei pensieri più alti e profetici.
Ma, aihmè, per molti secoli resteranno "voce nel deserto" e solo marginalmente accettate, cercate e capite dai soldati di una Ecclesia troppo impegnata nelle cose materiali e ancora dimentica della memoria storica, spirituale e mistica del suo appassionato e difficile cammino.
Ma il tempo ha fatto luce nel cuore dell'uomo ormai perso in una babele tragica e totale; ecco perché proprio ora ha un senso, una urgenza, interrogare i profeti di un tempo, perché ci parlino dell'incipit, di Dio, dell'uomo, di Cristo, dello Spirito, della vita.

Il terzo millennio si interroga, in eterno scontento, su questi problemi.
- Su Dio (Cristo, lo Spirito Santo, la lettura della vita)
- su quest'uomo,
- su questi uomini
- su ciò che ci ha preceduti
- su ciò che ci attende.
Ma non ha maestri!
A tutte queste inquietezze ha risposto Francesco e può rispondere ancora e per bocca di quei frati studiosi che gli facevano paura.

Essi hanno saputo vivere Dio e morire per gli uomini, vengono dal cielo, sono piombati nell'inferno. Hanno bevuto il calice di ogni amarezza.

Ma ritornano tutti all'Amore perché sono stati ricuciti alla Carne di Cristo il grande Liberatore.